The Curse of the Vendra, by Adam Biggs and Tim Hodge

Unintentional time-traveller Arthur Pound, the snooty Professor Anvil and an aging sage find themselves travelling together to find a lost legion of warriors somewhere in the North Atlantic Ocean.
During an expedition with the Professor’s flying prototype, they must evade the clutches of the jealous Baron von Posh and the Kaiser’s royal guard whilst far below them, in the ocean waters, a far greater menace is growing in strength.
The mighty Vendra warriors’ battleship becomes an unwelcoming home for the trio, while the catacombs within the Floating Rocks uncover surprises with every step. Arthur finds himself defending his innocence from the magical Order of Sight, whilst his companions explore the Vendra’s massive fortress including their library which holds a disturbing secret.
A larger threat raises its head in the form of hideous hibernating creatures with a devious plan involving summoning a monster from the very depths of the ocean. Will Arthur and his team have to join forces with the Vendra to defeat the lizard witches or do the mysterious Lamia have another even more monstrous secret to unleash on the world?

“The Curse of the Vendra” (Book Two of the Sitnatia series), a fantasy novel by Adam Biggs and Tim Hodge
smarturl.it/Vendra_Paperback

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Intervista a Riccardo Giacchi

Riccardo, com’è nata in te l’idea di scrivere questo libro di racconti?
 
Volevo provare un genere diverso rispetto a quello che sono abituato a trattare e sono contento di averlo fatto. Mi piace sempre mettermi in discussione e sfidare me stesso, per capire fino a che punto posso arrivare. Diciamo che sono sempre in una fase di perenne “mutamento”, dove tuttora cerco il genere definitivo in cui specializzarmi. Vorrei solo avere più tempo a disposizione per concretizzare almeno una parte dei tanti progetti che ho in mente.
 
Come definiresti il tuo libro, a quale genere appartiene?
 
Senza dubbio Bandiere di sangue rientra nel genere di guerra, e racconta vicende realmente accadute viste dagli occhi del protagonista, da un io narrante che cerca di trascinare il lettore in quel preciso contesto storico e quanto mai drammatico.
 
Quanto è stata impegnativa la ricerca storica che hai dovuto condurre?
 
Sebbene per esigenze di trama mi sia concesso qualche libertà storica, ho voluto fortemente attenermi il più possibile alla realtà dei fatti accaduti. Gli scenari proposti sono diversi, dal Medioevo fino alla guerra del Vietnam. Quando si rievocano o si ambientano racconti in un certo periodo storico è giusto documentarsi a dovere, altrimenti è un attimo sfociare nell’irreale e dare al lettore un contesto fasullo. Per fare questo è stata necessaria una scrupolosa ricerca, soprattutto sugli armamenti usati e i movimenti delle truppe. Ammetto che a volte i vari approfondimenti sono stati snervanti, ma alla fine ne è davvero valsa la pena, non tanto per il prodotto finale, bensì perché documentandosi e attingendo dal passato s’impara sempre qualcosa.
 
A quale pubblico si rivolge il tuo libro?
 
I racconti sono piuttosto crudi, colmi di battaglie sanguinose e di tragedie umane, ma non mi sento di sconsigliarli a un pubblico ritenuto magari troppo giovane: seppure il passato sia alle nostre spalle, è sempre bene ricordare certi nefasti avvenimenti.
 
Quali sono i messaggi principali contenuti nei tuoi racconti?
 
Messaggi di speranza, ma non solo… la ricerca sfrenata della gloria e l’ambizione, sogni che mai sono sopiti nell’animo di un uomo, non fanno altro che indurre ognuno di noi all’inseguimento di un’illusione, e quando ce ne accorgiamo spesso è troppo tardi. Bandiere di sangue vuole dire proprio questo, perché in passato molti sono morti per le scelleratezze di pochi e non c’è bandiera la cui storia non abbia pagine di sangue. Nessuno è mai uscito vincitore da una guerra.
 
Quanto tempo ha richiesto la stesura e quali sono stati i momenti di maggior difficoltà che hai incontrato?
 
La raccolta non è molto lunga, quindi si potrebbe pensare che la sua stesura abbia preso poco tempo. Avrei detto di sì se non ci fosse stato bisogno di documentazione. Invece mi ha impegnato un anno pieno, perché alla fine di ogni capitolo era necessario fare un confronto con la realtà storica e debellare tutte le possibili incongruenze. E non è detto che sia riuscito appieno in questo intento. In ogni caso Bandiere di sangue non è stato concepito per essere un atlante storico, semmai un modo del tutto personale per cercare di trasmettere i messaggi che volevo.
 
Che cosa ti ha dato, personalmente, scrivere questo libro?
 
Mi ha dato molto proprio come bagaglio culturale. Leggere tutto ciò che concerne il passato ti pone di fronte a inevitabili confronti con i giorni attuali, fino a farti apprezzare ancora di più quello che hai oggi. Rivolgere uno sguardo indietro nei decenni o nei secoli trascorsi dovrebbe aiutarci a non commettere certi folli errori. Eppure, malgrado la storia c’insegni, non sono certo che abbiamo veramente imparato.
 
Continuerai a scrivere sullo stesso filone o addirittura ci sarà un seguito?
 
I racconti della raccolta sono tutti autoconclusivi, quindi un seguito degli stessi non è mai stato in programma, mentre proseguirò col genere di guerra, e anzi sto già stilando una nuova raccolta ambientata unicamente durante la Prima guerra mondiale, ma questa volta con una sfumatura particolare estrapolata dal mio immaginario.
 
Che cosa ti affascina in particolare di questo genere?
 
La capacità di condurre il lettore in un determinato ambito storico, immergendolo in un’epoca diversa in cui la pace è solo un lontano miraggio e facendogli scoprire, riga dopo riga, quanto i valori umani siano labili in nome della sopravvivenza.
 
C’è un racconto in particolare al quale ti senti più legato?
 
Difficile scegliere, tutti mi hanno coinvolto in egual misura. Ma se devo proprio citarne uno, penso che il racconto “I fratelli” sia quello che ho scritto con maggiore enfasi, forse perché la sua ambientazione e il periodo rievocato è quello più legato a noi. Si tratta di anni terribili della nostra storia, marchiati a fuoco da una guerra fratricida. Ho voluto scriverlo di proposito perché certi eventi, seppur infausti, vanno ricordati per non farci dimenticare la follia in cui siamo sprofondati in tempi nemmeno così lontani.
 
Grazie, Riccardo!
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Riccardo Giacchi, l’autore di “Bandiere di sangue”

Riccardo Giacchi, classe 1983, è un carpentiere milanese a cui piace immergersi nel mondo del fantastico, dal quale trae ispirazione per le sue storie. Amante degli animali e della musica heavy metal, adora viaggiare e conoscere nuovi paesi, ma ritorna sempre volentieri in Scozia, terra di cui apprezza la storia, la cultura e le tradizioni, nonché l’ottimo whisky. Tra i suoi generi letterari prediletti spiccano i romanzi e i racconti di guerra e d’avventura, come anche la saga epica di Tolkien. Da anni si dedica alla scrittura e diversi suoi racconti sono stati selezionati per alcune antologie. Nel 2016 pubblica con Genesis Publishing il suo primo romanzo di fantascienza “Entombed”, tradotto anche in inglese.

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Premessa dell’autore – Bandiere di sangue

Sebbene per la stesura dei racconti mi sia informato con cura, specialmente riguardo gli armamenti e i mezzi corazzati, i più appassionati ed esperti in materia sono certo troveranno delle dissonanze. Infatti è una scelta voluta quella di non rispettare l’assoluta fedeltà storica (esiste già un’abbondante e ricca letteratura sull’argomento con cui documentarsi), semmai lo scopo è un altro: far trasparire da queste righe la ferocia dei campi di battaglia. L’ossessione della gloria, la brama di conquista, sono tutti sogni che s’infrangono contro la brutale realtà della guerra, che giorno dopo giorno svela il suo cupo scenario con tutti gli orrori e le disillusioni che ne conseguono, fino a quando rimangono solo ricordi di sangue, follia e morte.
Va precisato che questi racconti sono opere di fantasia basate comunque su eventi storici veri e comprovati.
Per quanto concerne il primo racconto, “Grizzly”, non c’è mai stata alcuna operazione bellica per la presa dei depositi petroliferi presso l’area di Astrachan’.
Nel secondo, intitolato “Oltremanica”, la configurazione politica e militare dell’Europa è diversa da quella reale dell’epoca. Il racconto “I fratelli” è stato scritto affinché si rammentino anche le pagine più brutte della nostra storia, pagine tetre che tuttavia non devono essere dimenticate.
“Gekados” narra un episodio mai storicamente certificato avvenuto nella seconda guerra mondiale, raccontato questa volta dalla sponda sovietica.
“Skulls” è un racconto tendente allo splatter, ambientato durante la guerra del Vietnam, in cui spero si evinca che il reparto elitario Skulls, appunto, è solo un’invenzione.
Nel racconto finale intitolato “La marcia” il protagonista veste i panni di un soldato francese dell’armata napoleonica che, alla vigilia della battaglia di Waterloo, svela le sue emozioni attraverso una lettera, forse anche l’ultima, indirizzata all’amata moglie.
La scelta del titolo “Bandiere di sangue” non è casuale e nemmeno concepita come protesta, ma piuttosto come riflessione. Ogni bandiera e vessillo, oltre lo sfoggio di libertà e onore, recherà sempre delle tracce che nemmeno il tempo potrà mai cancellare. Sono macchie di sangue.

Riccardo Giacchi

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Bandiere di sangue

Il Moscardino è lieto di annunciare la pubblicazione di Bandiere di Sangue, racconti di guerra di Riccardo Giacchi:

Bandiere di sangue racconta la guerra attraverso la brutalità dei campi di battaglia, in cui non sono in gioco solo le vite, ma anche l’onore evocato dalla propria bandiera. Tuttavia, la ricerca di gloria è un fuoco vorace che arde nell’animo e brucia ogni sano principio, fino a macchiarsi delle più scellerate azioni in nome della patria, pur di sopravvivere. Tra le foreste del Vietnam, tra le lande innevate dell’Unione Sovietica, tra i clangori delle armi dell’epoca medievale, l’unica cosa che rimane dopo il furore delle battaglie di ogni luogo e tempo è il tetro odore della morte…”

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2017!

Buona Festa dell’Epifania e felice anno nuovo a tutti i nostri affezionati lettori!

Il 2017 sarà per Il Moscardino un anno ricco di novità…

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Merry Christmas

Wishing you all a Merry Christmas with our latest paperback: The Heart of Sitnatia, a novel by Adam Biggs…

The ruthless Reginald Catchpole and his cockney sidekick Sid Slug, the generous Amelia and the gentleman cat burglar Arthur Pound embark on a journey with many ordeals and the strangest of encounters. An incredible fantasy adventure that will take them from the depths of the Earth to a far away world in another dimension, where the moment of truth awaits them, in the temple at the heart of the volcano towering above the Island of Sitnatia…

 

 

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Barbara Masterton

British novelist Barbara Masterton left us after a short illness. She passed away in Durham on August 17th.
The eldest of four children, Barbara was born and educated in Weymouth (Dorset), where she attended Weymouth Grammar School and Poole College of Art. She was married at twenty to an accountant. Now retired, her husband is a former City Treasurer of Newcastle. They have had five children and fourteen grandchildren. Whilst their children were young Barbara wrote novels for her own interest, as a form of escapism, keeping her work under the bed in a wooden box known as “Mum’s Coffin”. When at the age of forty-one, her fifth child arrived, she tore up all her manuscripts, believing she would never have another opportunity to write, but she was wrong… She was a talented writer and an avid reader, and above all she had a love of the English language and beautiful prose. She was interested in people and enjoyed observing them to inform and enrich her writing. Barbara is the author of seven wonderful novels: Island of Glass, Late Harvest, Orbs of Jade, Mrs Milsent’s Daughter, Oils in Water, Cross Currents and Snapshot Smiles.
A non-conformist at heart, she admired people’s differences and individuality. She loathed pettiness and encouraged understanding, acceptance and compromise among her children to keep a strong family bond.
She was also a talented artist and her numerous watercolours and acrylic paintings adorn the walls of her children and grandchildren’s homes.
A brave, clever and gifted woman, she will be desperately missed by her family, friends and readers.

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Read by the Author: The Heart of Sitnatia

Adam Biggs reading an extract from his novel The Heart of Sitnatia

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Read by the Author: Cross Currents

Barbara Masterton reading an extract from her novel Cross Currents

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