Premessa dell’autore – Bandiere di sangue

Sebbene per la stesura dei racconti mi sia informato con cura, specialmente riguardo gli armamenti e i mezzi corazzati, i più appassionati ed esperti in materia sono certo troveranno delle dissonanze. Infatti è una scelta voluta quella di non rispettare l’assoluta fedeltà storica (esiste già un’abbondante e ricca letteratura sull’argomento con cui documentarsi), semmai lo scopo è un altro: far trasparire da queste righe la ferocia dei campi di battaglia. L’ossessione della gloria, la brama di conquista, sono tutti sogni che s’infrangono contro la brutale realtà della guerra, che giorno dopo giorno svela il suo cupo scenario con tutti gli orrori e le disillusioni che ne conseguono, fino a quando rimangono solo ricordi di sangue, follia e morte.
Va precisato che questi racconti sono opere di fantasia basate comunque su eventi storici veri e comprovati.
Per quanto concerne il primo racconto, “Grizzly”, non c’è mai stata alcuna operazione bellica per la presa dei depositi petroliferi presso l’area di Astrachan’.
Nel secondo, intitolato “Oltremanica”, la configurazione politica e militare dell’Europa è diversa da quella reale dell’epoca. Il racconto “I fratelli” è stato scritto affinché si rammentino anche le pagine più brutte della nostra storia, pagine tetre che tuttavia non devono essere dimenticate.
“Gekados” narra un episodio mai storicamente certificato avvenuto nella seconda guerra mondiale, raccontato questa volta dalla sponda sovietica.
“Skulls” è un racconto tendente allo splatter, ambientato durante la guerra del Vietnam, in cui spero si evinca che il reparto elitario Skulls, appunto, è solo un’invenzione.
Nel racconto finale intitolato “La marcia” il protagonista veste i panni di un soldato francese dell’armata napoleonica che, alla vigilia della battaglia di Waterloo, svela le sue emozioni attraverso una lettera, forse anche l’ultima, indirizzata all’amata moglie.
La scelta del titolo “Bandiere di sangue” non è casuale e nemmeno concepita come protesta, ma piuttosto come riflessione. Ogni bandiera e vessillo, oltre lo sfoggio di libertà e onore, recherà sempre delle tracce che nemmeno il tempo potrà mai cancellare. Sono macchie di sangue.

Riccardo Giacchi

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